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I cani dell’est

Vorrei adesso affrontare un argomento davvero spinoso, ovvero l’importazione e la vendita di cuccioli provenienti dall’est. Premetto subito una cosa: In Ungheria, in Romania, in Croazia, in tutto l’est europeo esistono allevatori seri e coscienziosi che allevano i loro cani con amore e con passione, né più né meno degli allevatori italiani o di qualunque altra parte del mondo. Qui stiamo parlando invece, di cani che sono accoppiati senza alcun tipo di selezione, solo per produrre il maggior numero di cuccioli possibile, che sono ceduti per poche decine di euro e una volta importati, venduti a prezzo pieno, con un notevole guadagno . Questi cuccioli, sono spesso spediti entro le quattro settimane di vita, quindi ad un’età inferiore a quanto dichiarato, questo perché più il cucciolo è piccolo e più possibilità avrà di intenerire il cuore dei malcapitati clienti. I cuccioli inoltre sono molto spesso privi di vaccinazioni e quindi soggetti ad ammalarsi di malattie gravissime quali il cimurro o la gastroenterite che li portano  dopo una più o meno lenta agonia a morte quasi certa. Vi consiglio di non farvi ingannare dalle apparenti buone condizioni di salute del piccolino, molto spesso i poveri cani vengono bombardati di sostanze  eccitanti che servono proprio a questo scopo, ed inoltre non basta la visita veterinaria per stabilire se il cucciolo sta bene o meno, in quanto il veterinario può solo constatare la salute del cucciolo in quel momento, ma non può sapere se il povero cagnolino ha la gastroenterite o il cimurro in incubazione. Onestamente visti i costi ormai raggiunti da questi cani, non riesco a spiegarmi il motivo per cui la gente si ostina ad acquistarli e a non rivolgersi invece ad un allevamento italiano serio, e ce ne sono centinaia. Certo l’allevamento non è una catena di montaggio che produce migliaia di cuccioli e non ha cuccioli sempre disponibili tutto l’anno, quindi chi vuole fare il regalo al bambino per il suo compleanno o per Natale potrebbe non trovare cuccioli in quel periodo. Io vi ricorderei che un cane è per la vita, se siete fortunati potrebbe vivere insieme a voi anche per 15 o 16 anni, anche l’età di Fido, come la nostra si è fortunatamente allungata, non tenendo conto dei cuccioli dell’est ovviamente.. Ricordate che acquistando i cuccioli dell’est, finanziate questo traffico, fate in modo che questo mercato continui ad essere molto conveniente, e penalizzate chi in Italia alleva con vera passione, dedicando la sua vita ai propri cani e al miglioramento della razza. Il mio consiglio, è ovviamente di scartare a priori l’acquisto di questi cuccioli, ma ad ogni modo, di informarvi con qualche addetto ai lavori, addestratori, veterinari, di leggere articoli su riviste specializzate, di navigare su internet. Prendere coscienza di cosa andate ad acquistare e fate la scelta giusta, ovvero adottare un cucciolo d’allevamento italiano, frutto d’attenta selezione e dell’amore incondizionato di coloro che hanno dedicato la  vita ai loro cani.

La teoria del Branco

Il primo interrogativo da porci è se all’interno della nostra famiglia umana, il cane si percepisce parte di un branco. I cani sono animali sociali e se ben socializzati, sono in grado di vivere amichevolmente con gruppi di specie molto diversa. Ma il cane può essere parte del branco umano?

Durante il periodo di socializzazione , l’interazione con la mamma ed i fratelli si fissa come un impronta ( imprinting) nel cervello del cucciolo, cioè il cucciolo riconoscerà se stesso ed i propri simili.  Noi accogliamo i cani nel nostro branco umano ma essi non possono farne parte a causa dell’interazione e dell’imprinting che il cuccciolo ha ricevuto durante le prime settimane di vita. Il cane non pensa come noi, non agisce come noi, non vive in base ai nostri valori.

Tranne in casi estremi e particolari, i branchi tendono ad essere formati da individui della stessa specie.

John Fiscer scrisse: Non credo assolutamente che i cani ci considirino loro simili e di conseguenza non competono con noi per lo status.

Inoltre secondo Abrantes, la gerarchia si può definire come una relazione inter -individuale di dominanza e sottomissione stabilita e mantenuta attraverso un comportamento ritualizzato.

Poi prosegue dicendo che la qualità della relazione dipende dai seguenti elementi:

  1. Specie: Quanto è aggressiva la specie.
  2. Individui: Se tra 2 individui la lotta per la dominanza sarà all’ultimo sangue o se qualcuno si arrenderà.
  3. Risorse disponibili: se ci sono risorse sufficienti ci sarà meno agonismo.
  4. Composizione del gruppo: Se c’è equilibrio numenrico tra maschi e femmine.
  5. Ambiente: se la specie vive libera o in cattività.

Vi sembra che tutto questo richiami il vostro rapporto con Fido?

Tratto dal libro Dominanza realtà o mito di Barry Eaton

L’inibizione del Morso

Il cucciolo riceve i primi insegnamentisull’inibizione del morso dalla madre nel periodo che va dai 30 ai 60 giorni circa.  Quello che succede è che il piccolino giocando con i suoi fratelli, nell’eccitazione del gioco, morde troppo forte causando le grida  dei suoi compagni digioco. Qui interviene la madre , che per dirla in modo semplice , rimprovera il gaglioffo. Si viene così a creare un sistema in cui il cucciolo termina di mordere appena sente  che l’altro si lamenta, per paura  dei rimbrotti materni. In questo modo Fido impara a non mordere troppo forte. E’ assolutamente necessario che anche dopo i 60 giorni, quando il cucciolo è stato adottato, egli continui ad esercitarsi su questo lavoro. L’importanza dell’inibizione del morso sta nel fatto che una volta adulto, Fido nel malaugurato caso dovesse morderew, lo farebbe  con una bocca soffice, senza causare gravi danni al malcapitato.  L’inibizione del morso può essere insegnata dal proprietario, giocando con il cucciolo. E’ un gioco molto semplice. Inizialmente è necessario non reprimere  il gioco del cane che morfichhia le nostre mani. Permettiamo a Fido  gicoare a questo gioco, solo, ogni volta che stringe  un pò di piò, diciiamo “Ahi” e interrompiasmo il gioco  per uno o due minuti. Passati i due minuti riprendiamo a giocare. Lo scopo è far capire al nostro cucciolo che la nostra pelle è delicata ed è quindi necessariofare molto attenzione quando ci morde. Solo in un secondo momento, tra i tre ed i cinque mesi di vita del cucciolo, lavoreremo per far si che la frequenza dei morso si riduca drasticamente.